Ho appena messo giù il telefono: mi ha contattato nientemeno che il direttore di riflettotv.it, Gabriele Cucolo, con il quale ho avuto un piacevole scambio di opinioni sulla questione sollevata dal mio post su Riflettotv.it, che andava poi a riprendere argomenti già sollevati da altre persone. Avevo in realtà già ricevuto un commento da parte di Lorenzo, membro della redazione della testata, proprio su quel post, anche se non avevo ancora trovato il tempo di mettermi con calma a pensare ad una risposta (sono commenti sempre molto delicati, ed è necessario muoversi con i piedi di piombo per non far travisare il senso di ciò che si scrive).
Il direttore mi ha fatto un’ottima impressione. Con la calma necessaria, ha tenuto a spiegarmi (di persona anziché facendomi contattare da un legale) i motivi che hanno spinto riflettotv.it ad inviare quella serie di diffide, ed a chiarire alcuni punti oscuri sui quali si è andati forse ricamando qua e la, in assenza di dati più chiari e precisi forniti direttamente dal sito in questione. Voglio riportare qui e condividere con coloro che sono interessati quello che mi è stato spiegato, sperando cosi di contribuire a dissipare i dubbi che permangono su questo progetto, che (non so se l’avevo scritto già nel post scorso, non ricordo) trovo onestamente molto interessante, sia come iniziativa in sé che come idea, da apprezzare per il coraggio (anche imprenditoriale, non dubito) che vi viene profuso.
Innanzitutto, la questione “chi c’è dietro“. La risposta è semplice: nessun altro se non Gabriele Cucolo, la sua realtà imprenditoriale. Epson Meteo, diverse volte citata nei post dedicati alla questione (compreso il sottoscritto naturalmente), ha partecipato durante il primo anno al progetto Rifletto, che non è però riconducibile in alcun modo a quella realtà. Mi sembra particolarmente importante questo chiarimento, in quanto giusto dar merito dei risultati (comunque vadano le cose) a coloro che ci mettono la faccia (ed i soldi, per carità).
La seconda questione, naturalmente, è quella legata alle diffide inviate dagli avvocati di Riflettotv ad alcune realtà del mondo dei blog (tra cui quella di Andrea Fortuna, ma non è la sola). Cucolo ha tenuto a precisare la differenza tra una denuncia ed una diffida (che non avevo sottolineato nel mio post e che vale la pena spiegare): là dove una denuncia è un atto giuridico di un certo tipo, rivolto soprattutto alla comunicazione di un fatto “delittuoso” (cit. Wikipedia) alle autorità competenti, la diffida è semplicemente un messaggio da parte degli avvocati (con il valore legale che si confà ad un atto formale, naturalmente) in cui viene richiestal’esecuzione (o la non esecuzione, a seconda) di certa azione: in questo caso, la rimozione dei commenti/post incriminati, giudicati lesivi dai legali di Riflettotv.
Ho voluto far presente a Cucolo che in un mondo come quello dei blog, puramente amatoriale (e piuttosto anarchico, sotto certi punti di vista, come lo ha definito Cucolo stesso), già il solo sentir nominare la parola “avvocato” rappresenta una pressione molto forte nei confronti delle realtà che vengono raggiunge dalla lettera di diffida. Pertanto và chiarito che non era nelle intenzioni di Riflettotv quella di censurare in alcun modo (soprattutto non tramite una minaccia), ne di porre alcun limite alla libertà di parola e di espressione dei blogger coinvolti, ma (forse un po’ “goffamente”, passatemi il termine) di chiedere che venissero modificati (o cancellati) alcuni commenti che i legali ritenevano lesivi per la testata: ad esempio la domanda relativa al “come campano” (cit. testuali parole).
Sebbene possa essere interessante scoprire con quali ritorni possa sopravvivere una realtà come quella di Riflettotv (della quale possiamo vedere le uscite di cassa, quali i diritti sui video che trasmette, ma non le entrate, come capita con moltissime altre aziende nel “mondo reale”), quello del “modello si business” è un aspetto che può voler essere (legittimamente) tenuto “nascosto” (poi non è cosi, essendo i bilanci aziendali pubblici, in Italia). Immaginatevi semplicemente (e questo pensiero è puramente opera della mia mente contorta, non si mettano in bocca a Cucolo cose che non ha detto) cosa succederebbe se si scoprisse che il modello di business di riflettotv.it si rivelasse funzionante, ed a qualcun altro venisse in mente di buttarsi nella stessa avventura: legittimo, per carità, ma possiamo comprendere che gli amministratori della testata siano restii a regalare informazioni su questo aspetto.
Riflettotv.it nasce da una volontà di trasparenza dei mass media proprio dal mondo della pubblicità (che Cucolo conosce piuttosto bene, suppongo, avendo lavorato per oltre 15 anni nei mass media più tradizionali, dai giornali alla televisione), e paradossalmente si sono trovati invischiati nelle accuse di “poca trasparenza” (divenute addirittura accuse di censura, come nel caso del mio post) forse a causa di una non perfetta (maldestra più che altro, dal punto di vista del “contatto umano”) gestione del problema sotto un profilo legale: sono assolutamente convinto che se invece di usare un linguaggio così “legalese” (concedetemi anche questo termine), i legali di riflettotv avessero scritto con maggiore cordialità ai destinatari delle diffide (che potevano anche non essere passate per tali, in una prima istanza), tutto sarebbe passato via liscio e tranquillo, senza sollevare questo (ingiustificato, a questo punto) polverone, che mi auguro che questo nuovo post possa contribuire a sedare.
Avevo proposto a Cucolo la possibilità di replicare direttamente da queste pagine al mio post, in modo che potesse lui stesso fare chiarezza sui punti di cui abbiamo parlato durante la telefonata (non vorrei essermi dimenticato qualcosa che avevo ritenuto importante da scrivere, ma sono convinto che nel caso non mancheranno di giungermi le dovute email :P), ma mi ha fatto presente (cosa che condivido pienamente) che sarebbe un atto poco trasparente (ancora una volta) nei confronti degli altri blogger che dell’argomento hanno scritto. Mi è stata dunque lasciata carta bianca su questa risposta (che non è stata richiesta, ci tengo a precisarlo) che sono particolarmente contento di poter scrivere.
La richiesta poi che Gabriele Cucolo mi ha fatto è quella di modificare il titolo del post precedente (che era “Riflettotv.it: censura e minacce”) in quanto una volta indicizzato da Google rimarrebbe “a colpo d’occhio” ingiustificatamente “lesivo” (riciclo il termine). Condividendo, ho modificato il titolo, ma non l’articolo, il cui taglio sarebbe effettivamente da rivedere, sulla base delle informazioni ora in mio possesso, ma che ritengo debba rimanere “a memoria dei posteri”. Aggiungerò ora un rimando a questo post, di modo che chiunque arrivi a leggere quell’articolo venga avvisato che le informazioni ivi riportate sono state oggetto di un aggiornamento. Dal canto mio, ho naturalmente provveduto a far presente la problematica che mi aveva spinto a preparare una prima mail a riflettotv (la possibilità di accedere direttamente via web ai files flv dei video mandati in streaming dalla testata) e confido nel fatto che il problema sarà risolto quanto prima.
Tags: avvocati, chiarimenti, mass-media, riflettotv.it, telefonata, trasparenza