Sep16

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Trova la differenza...

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Ciò che è andato in onda ieri sera da Onna, per quanto ignobile, rappresenta molto bene l’attuale situazione politico-mediatica italiana: un regime dittatoriale basato sul controllo dei media. Non è la prima volta che lo dico e ogni giorno che passa potete trovare ulteriori e definitive conferme del fatto che i mass media vengono scientemente manipolati dal presidente del consiglio e/o dai suoi accoliti per mantenere il controllo sulla popolazione e garantirsi una tenuta elettorale, a costo di mentire spudoratamente (e devo dire con notevole abilità e faccia tosta) ai cittadini-telespettatori.

Le voci di protesta, se anche si levassero, non troverebbero spazi per diffondersi, essendo tutti i principali mezzi di comunicazione sotto il controllo diretto del presidente del consiglio: televisioni (Rai e Mediaset), radio (tramite la pubblicità), giornali (Il Giornale), libri (Mondadori), cinema (Medusa). Persino la rete internet è stata ripetutamente oggetto di attacchi di vario genere, volti ad intimidire e/o bloccare fonti di informazione libera, gli ultimi anche piuttosto recenti, con la richiesta di 20.000.000 di euro di danni da parte degli Angelucci (PdL) a Wikipedia.
Persino il presidente della camera Fini, che oggi pare essere portatore di una delle due uniche correnti di opposizione al Governo (dopo l’IdV, che però raccoglie consensi troppo ristretti per poter agire efficacemente), si è trovato a dover gestire indimidazioni da parte de Il Giornale, al punto che ha concluso con una denuncia penale nei confronti di Vittorio Feltri, che de Il Giornale è il direttore.

Le trasmissioni che a Berlusconi non piacciono sono state osteggiate (Report) o meramente cancellate (Annozero), senza che ne la Commissione di Vigilanza Rai, ne l’opposizione, abbiano fatto particolare rumore: ora si arriva ad una manifestazione per la libertà di stampa, che si terrà a Roma questo weekend. A cosa servirà? Il ritardo con cui si interviene è drammatico e la situazione è probabilmente già compromessa: la soluzione del conflitto di interessi andava messa in cantiere molti anni fa, prima che Berlusconi potesse mettere in piedi il sistema di controllo mediatico che oggi si trova a gestire. La mia personalissima impressione è che attualmente non vi sia più la possibilità di una soluzione al problema interna alla nazione, e che le nostre uniche chance di tornare ad essere un paese libero siano da riporre nelle direttive europee (purtroppo anche il Parlamento è oggetto delle ire del nostro presidente del consiglio, che è recentemente arrivato a minacciare di “bloccarne i lavori”).

A Onna, ieri sera, il palcoscenico era interamente per Berlusconi: niente domande, niente contraddittorio, falsità a tutto spiano senza che nessuno potesse smentire. Vespa ha taciuto sulle proteste degli sfollati (pur presenti) e sulle altre reti (Ballarò per la Rai e Matrix per la “concorrente” Mediaset) le trasmissioni di approfondimento politico già programmate era state spostate proprio per far posto allo speciale di Porta a Porta (che pure è riuscito a non ottenere lo share più alto della serata).

Ci è stato raccontato che ormai tutti gli sfollati abruzzesi stanno per essere sistemati in queste bellissime case definitive che diventeranno poi campus di accoglienza per il nuovo polo universitario. Peccato che le casette in legno consegnate (sono pronte solo 3 delle 94 previste), pagate dalla Croce Rossa Italiana e costruite dagli alpini del Trentino, non c’entrino nulla con il Piano Casa del Governo, che non ci ha messo una lira (interessante come poi ci abbiano “messo il cappello“, negli ultimi giorni). Le case del governo, la cui costruzione ha sottratto risorse alla ricostruzione (non è ancora partita, lo sapevate?) basteranno ad ospitare 4800 persone, mentre gli sfollati sono quasi 50.000. Un fallimento su tutta la linea sul quale neppure Bertolaso ha avuto la freddezza di mentire completamente, ieri sera: a precisa domanda di Vespa (pare incredibile, eh?) ha risposto che “entro dicembre ci saranno case per tutti”. E ora si pone il problema (drammatico) delle graduatorie per le assegnazioni…

Su tutto questo (così come sulle proteste degli sfollati) si è taciuto: a Porta a Porta (e nei telegiornali?) non si è visto nulla: eppure bastava muoversi di poche centinaia di metri, passando dai paesi vicini a Onna, per rendersi conto che l’immagine dipinta dal presidente del consiglio era tutt’altro che veritiera e descrittiva delle condizioni in cui versano gli abitanti che non sono stato così fortunati da rientrare in questo primo lotto di case e che subiranno l’esperimento “decisionista” post-terremoto della Protezione Civile di Bertolaso, che per quanto da lodare per l’intervento in Abruzzo, ha messo in atto (su direttive governative?) un piano di soccorso che inverte (come denunciato dagli esperti già nei primissimi giorni) la tendenza degli ultimi anni, che vedeva nei moduli abitativi provvisori prefabbricati (i mitici “container”) la possibilità di dare agli sfollati un alloggio minimamente confortevole, in attesa del procedere della ricostruzione: costi tutto sommato ridotti, quindi maggiori fondi per far partire la ricostruzione vera e propria, ma soprattutto evitare che gli sfollati passassero 5 mesi nelle tende, che per altro hanno cominciato ad essere smantellate negli ultimi tempi (al campo de l’Aquila restano solo 40 persone che non vogliono abbandonare quel poco di normalità che sono riuscite a ricostruirsi in questi 5 mesi).

L’Italia è come alcolizzata, drogata di televisione: non è più in grado di uscire da sola da questa dittatura mediatica ed ha decisamente bisogno di aiuto!

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May14

L’arresto di Aung San Suu Kyi

tap tap tap via Flickr

"tap tap tap" via Flickr

Nonostante la notizia sia passata in sordina, qui da noi, rispetto alla polemica sulle iniziative razziste e xenofobe del nostro governo, Aung San Suu Kyi è tornata in carcere. Curioso notare come ci sia tornata proprio quando stava per concludere la sua pena agli arresti domiciliari (il 27 maggio), nonché proprio quando alcuni collaboratori del premio Nobel per la pace avevano fatto presente alcuni suoi gravi problemi di salute (nella fattispecie chiedendo che il medico della San Suu Kyi, anch’esso incarcerato, le potesse fare visita).

Possiamo ovviamente supporre, senza rischiare di sbagliarci, che la San Suu Kyi verrà trattata con il massimo riguardo e cura (soprattutto viste le sue precarie condizioni fisiche) dalle autorità Birmane, che tengono moltissimo al che la San Suu Kyi partecipi (e possibilmente vinca) le ormai prossime elezioni in Birmania (2010).

Infine è simpatico sapere che la San Suu Kyi è stata posta in stato di arresto in quanto un misterioso americano di origine (pare) vietnamita, del quale non si sa nulla (neppure l’ambasciatore americano in Birmania sa nulla), avrebbe raggiunto a nuoto la casa della Kyi e vi si sarebbe trattenuto per ben tre giorni (proprio a ridosso della liberazione, che coincidenza!). Un errore imperdonabile per la sessantatreenne attivista Birmana (in isolamento a Rangoon dal 2003, ma sostanzialmente priva di libertà dal 1990, ovvero dall’anno in cui vinse in modo schiacciante le ultime elezioni), che ora rischia dai tre ai cinque anni di reclusione.

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Feb13

Foto dell’anno? No.

Ho sempre trovato estremamente interessante l’annuale concorso fotografico della Stampa: splendide foto, attimi unici catturati da professionisti di grandi capacità tecniche ed artistiche. L’edizione annuale del concorso si è conclusa da pochi giorni ed avrei voluto mostrarvi la foto vincitrice, magari con un bel link al sito ufficiale del concorso, dandovi così la possibilità di vedere le altre foto premiat, splendide anch’esse.

Invece no: il copyright di pubblicazione delle foto non mi consente non solo di copiare la foto, ma nemmeno di mostrarvela con un bel link che vi riporti alla foto in questione.
Ciò detto, per protesta, questo post rimane senza foto. E senza link.

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Apr29

Fregati dal DRM

Catena Verrebbe quasi da ridere, se non fossimo sul fondo del barile intenti a raschiarlo con tutte le nostre forze. Con il pretesto di lottare contro la “pirateria musicale”, le major discografiche ed i grandi distributori di musica “legale” online ne hanno inventate di tutti i colori. Il loro vero obiettivo è quello di fare più soldi possibile, indipendentemente da ciò che fosse realmente il bene degli acquirenti, del mercato, dei musicisti, di tutti fuorché il loro.

Naturalmente questo atteggiamento è sempre stato negato ed i distributori si sono sempre erti a paladini della difesa del copyright: ora che si cominciano a vedere le prime (grosse) crepe nel sistema messo in piedi, voglio proprio vedere cosa si inventeranno. La notizia è di quelle che fanno scalpore: Microsoft ha annunciato agli ex clienti di MSN Music che spegnerà  il 31 agosto 2008 i server che forniscono le autorizzazioni necessarie alla riproduzione della musica acquistata tramite questo servizio, rendendo di fatto impossibile la fruizione del contenuto acquistato.

L’ennesima dimostrazione che il DRM è un buco con il sistema anticopia intorno, e che il buco non sta (solo) nell’implementazione tecnica ma nell’idea stessa che ci sta dietro. Mi auguro che gli utenti truffati facciano causa a MSN Music e che questa sia condannata a risarcirli: tutti!

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Jan13

Libertà nei media italiani

Secondo l’annuale statistica di Reporters sans frontiéres, la libertà nei mass media italiani è in “vertiginosa crescita” negli ultimi anni: dopo il 40o posto dello scorso anno ed il 42o di due anni fa, quest’anno ci piazziamo al trentacinquesimo posto (tra Bosnia e Macedonia). Ecco il commento dell’autore sul risultato della nostra Stampa nazionale:

Italy (35th) has also stopped its fall, even if journalists continue to be under threat from mafia groups that prevent them from working in complete safety.

Il problema sarebbe quindi la mafia. Non dubito che rappresenti un problema serio per la libertà dei nostri mass media, ma a mio avviso c’è un problema altrettanto grosso che riguarda l’indipendenza delle testate giornalistiche, poche delle quali possono permettersi ad oggi di essere realmente libere.

Tornando però alla statistica, un paio di dati su cui riflettere:

  • il 48o posto degli Stati Uniti, tra Nicaragua e Togo
  • i primi 14 stati della classifica sono europei

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Dec1

De papa, ragione e fede

papa Bene, anche se è tardi ed ho lavorato pesantemente tutto il giorno (avessi finito, dannazione, mi aspetta un weekend d’inferno), qualche minuto per riflettere sul principale evento del giorno voglio trovarlo.
Chi segue questo blog sa bene che non sono mai stato molto dolce con la Chiesa Cattolica (ma con la religione in generale): rispetto le opinioni (il fatto che le critichi non significa che non le rispetti) e le credenze di tutti, ma a patto che questi rispettino le mie, compresa quella di vivere una vita “senza Dio”. Purtroppo non capita sempre cosi…

Torniamo sull’argomento, comunque. Evidente a San Pietro non devono aver ancora digerito il fatto che la Terra sia “tonda”, perché continuano, ad intervalli regolari, a scagliarsi contro la scienza e “la ragione”, mettendola in contrasto (perso a priori naturalmente) con la fede. O forse sono semplicemente spaventati dal fatto che la gente si stia allontanando sempre di più dalla fede (per via di una lunga serie di ragioni, molte delle quali certo non illuminate) e quindi cercano, in tutti i modi possibili, di “recuperare terreno”. Non lo so.
Fatto sta che quest’oggi il papa, Benedetto Pio XVI (al secolo Joseph Ratzinger), ha pubblicato la sua ultima (temporalmente parlando naturalmente) enciclica, dal titolo “Spe Salvi”, 77 pagine scritte tra un impegno e l’altro, e dal contenuto piuttosto dibattuto (di particolare interesse il comunicato stampa della UAAR e la replica al papa di Margherita Hack).
Il nodo cruciale della questione è il fallimento, secondo il papa, delle ideologie razionali (con particolare riferimento a marxismo e illuminismo), colpevoli di aver provocato “le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia”, riconducendo tutto all’ateismo (sempre in mezzo, deve essere una guerra di religione…).

Al di la delle mere valutazioni propagandistiche, alle quali non si può nemmeno dar contro, trattandosi di un testo religioso, vorrei far notare al sign. Ratzinger che l’illuminismo non è un’ideologia, ma un movimento culturale e filosofico, al quale dobbiamo insignificanti valori quali “libertà”, “uguaglianza”, “democrazia”; non mi risulta abbia causato morti significative, mentre della Santa Inquisizione, delle guerre di religione, dell’olocausto (che ricordo essere stato appoggiato ufficialmente dalla Chiesa) e più di recente dello stesso terrorismo islamico, non possiamo certo dire lo stesso…
Neppure il marxismo, di per sé, è un’ideologia (al punto che lo stesso Karl Marx si proclamava fermamente contrario alle ideologie), ma “una dottrina politica ed una teoria sociale basata sul pensiero”.

Ratzinger fa poi alcune considerazioni che vale la pena riportare:

Il progresso offre nuove possibilità per il bene, ma apre anche possibilità abissali di male, possibilità che prima non esistevano. Sappiamo che il progresso in mani sbagliate può diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male.

Con questo vogliamo dire che dobbiamo smettere di riflettere, pensare e progredire, per paura di aprire porte che potrebbero essere sfruttate “dal male”? Vorrei far presente al papa che il fuoco, il coltello, la corrente elettrica, la stampa ed i libri, persino le medicine possono essere utilizzate per “fare del male”. E spesso il movente che sta dietro questo uso “malvagio”, è riconducibile proprio a quell’ideologia di cui il papa si fà portatore, la “fede religiosa”…

Voglio infine rassicurare il papa, che si preoccupa per il futuro di quelli come me che, agnostici o atei, sono “senza Dio”:

L’uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza

Non si preoccupi, non perdo la speranza in un mondo migliore. Semplicemente non attendo passivamente che arrivi dopo la mia morte…

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