Nov24

Ci deve sempre scappare il morto?

Non c’è niente da fare, perché in Italia si evidenzino i problemi, bisogna che ci scappi il morto ed a volte non basta nemmeno quello.
Il riferimento, naturalmente, è a quanto accaduto l’altro giorno a Rivoli (TO), al crollo del controsoffitto della scuola dove ha trovato la morte un giovane di 17 anni, Vito Scafidi. Ma il riferimento è anche ai morti degli scontri tra tifosi prima e dopo le partite di calcio, ai morti sul lavoro, ai morti degli incidenti sulla strada; anzi, agli ultimi due no, visto che nemmeno i morti bastano a far si che la situazione venga affrontata con serietà e con l’obiettivo di trovare un punto fermo, una soluzione.

Quante altre bombe ad orologeria impestano il nostro paese? Quanti si battono per ottenere la soluzione di qualche situazione critica, nell’indifferenza di coloro che invece dovrebbero ascoltarli, che poi sono spesso i politici e gli amministratori locali che loro stessi eleggono? Il pensiero va, ad esempio, a coloro che da tempo chiedono che il Liceo Casiraghi di Cinisello Balsamo venga sistemato, che vengano controllate e chiuse le crepe nelle putrelle di cemento che lo sostengono. Aspettiamo il morto anche qui? E anche quando ci scappa il morto, come disgraziatamente è successo a Torino, che cosa si fà? Qualcuno dice che è una fatalità, qualcuno pensa a coprirsi le spalle, qualcuno cade dal pero. I fatti è che nelle scuole ci sono sempre meno fondi (ulteriormente tagliati di recente, come sappiamo), che le strutture (edili, tecnologiche, sociali…) sono obsolete e fatiscenti.

Eppure non si farà nulla, volete scommettere? Forse mi sono dimenticato tutte le iniziative di legge ed i decreti urgenti presi dopo la strage della Thyssen Kroupp e non ho notato come tutto ciò abbia fatto piazza pulita del problema delle morti biance? O capita forse che da qualche anno si è preso in pugno il problema delle stragi sulle nostre strade e lo si è risolto?

La risposta, purtroppo, ce la racconta la realtà di tutti i giorni e la morte del povero Vito finirà con l’essere l’ennesimo sacrificio agli dei Potere e Denaro.

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Mar10

E la domenica… contò i morti

dscf1207.jpg [Fonte: Corriere della Sera ]
Uno scontro frontale. Una Seat sbatte con una Peugeot, un’auto si ribalta, tre ventenni restano intrappolati tra le lamiere. Inutili i soccorsi: muoiono sulla strada.

Tre ventenni kossovari a Robecco sul Naviglio (Milano), un ventiseienne di Crotone in Calabria, un albanese di 65 anni a Pordenone, un trentenne a Bisceglie, due ventottenni ed un carabiniere di 27 anni a Napoli, un ventottenne a Cagliari, un trentunenne a Palermo: come ogni domenica mattina, ci si trova a fare il bilancio dei morti sulle strade italiane, senza mai realmente trovare una soluzione al problema.

Si accusano alcool e droghe, sono state accusate le discoteche, gli orari impossibili, i pochi controlli, tutto. Si è provato, sperimentato, tentato. Eppure i morti continuano ad esserci, tanti, tantissimi, giovani e non, colpevoli e non.

Forse che i controlli non sono efficaci? Proviamo ad aumentarli, facendo diventare reale il pericolo di essere fermati dietro ogni curva, più volte nella serata, costringere al rispetto di limiti più umani che i 30 all’ora sul cavalcavia di San Fruttuoso a Monza (-.-). Promuoviamo il principio del “bob” che non guida, i controlli volontari all’uscita delle discoteche…

facciamo qualcosa…

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Dec9

Che faccia tosta…

dreischeibenhaus by night

Al momento non c’è alcuna conferma che vi siano state violazioni degli standard di sicurezza

Questa la prima dichiarazione della ThyssenKrupp relativamente all’incidente di tre giorni fa avvenuto presso l’acciaieria di Torino di loro proprietà, nel quale hanno trovato la morte quattro operai e ne ha ridotti altri tre in gravissime condizioni. I colleghi degli operai coinvolti nell’incidente avevano poi lamentato i bassissimi standard di sicurezza presenti nello stabilimento, destinato prossimamente a chiudere i battenti per trasferire la produzione in provincia di Terni.

Nonostante la produzione dello stabilimento torinese sia progressivamente diminuita a solo il 30 % delle sue capacità produttive, la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni non ha mai smesso di effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti del sito torinese; impianti la cui buona parte è appunto destinata a essere trasferita a Terni per la realizzazione di prodotti di assoluta eccellenza e qualità. La Thyessen ha, pertanto, continuamente mantenuto elevati standard di sicurezza, regolarmente verificati dalle autorità preposte. Non è stato ridotto il numero degli addetti al servizio antincendio aziendale né degli addetti al servizio sanitario interno e anche le ore di straordinario sono diminuite continuamente in questo periodo.

Bene, ottimo! La magistratura farà le proprie indagini, e sarete tutti scagionati dalle eventuali accuse di omicidio, lesioni e disastro colposi, già ipotizzati per tre manager dell’azienda. Nel frattempo, invito allora tutto il reparto dirigenziale della ThyssenKrupp a venire a lavorare in fabbrica: tanto gli standard di sicurezza ci sono, no?

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Sep4

Rischiare la pelle

Che bello rischiare la pelle. Davvero una goduria.
Ieri mattina, stavo tornando a casa dopo aver passato un’ora in coda davanti all’ufficio dell’ACI per pagare il bollo della moto (20.66 euro -.-) in quanto essendo il primo pagamento mi era stato consigliato di farlo direttamente al loro ufficio e non online (mai più…), e percorrevo tranquillo e felice (60 all’ora?) una strada stretta a senso unico, quando un furgone di quelli grossi della SDA esce da uno stop senza nemmeno guardare nella direzione da cui provenivo io, a meno di 10 metri di distanza da me.

Moving

La reazione istintiva è stata quella di tirare i freni, in particolare quello destro. Questo ha portato la ruota posteriore ad alzarsi (leggermente, non sono uno stuntman :P), e sono riuscito ad arrestare la moto a un metro abbondante dalla fiancata del furgone il cui conducente, nel frattempo, si era avveduto dell’errore e era letteralmente sbiancato (mentre io, una volta tornato con le suole sul soffice asfalto bestemmiavo in turco, lui si scusava).

Ripensando successivamente a quanto successo, mi sono reso conto che il rapporto tra peso e forza frenante della Panda, sommato il tempo di reazione, non mi avrebbe probabilmente consentito di evitare l’impatto. Forse con Grande Punto (i cui freni sono decisamente migliori) avrei avuto qualche speranza, ma la moto, da questo punto di vista, è nettamente più maneggevole.

Speriamo sia la prima ed unica volta…

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Feb7

Perchè i fuoristrada sono pericolosi?

Ogni tanto qualcuno mi chiede ancora perchè penso che i fuoristrada siano pericolosi…
La prossima volta avrò qualcosa da mostrargli…

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