Apr14

Tramonto rosso o alba verdana?

bossi Vanno ancora definendosi i risultati di queste elezioni: si continua a dire “se saranno confermati”, “se così sarà”, “questi dati fanno pensare”, ma intanto da diverse ore i dati sono tutti nella stessa direzione, quella di una (piuttosto netta) vittoria della destra dell’ormai settantaduenne Berlusconi.

Le prime reazioni sono ovviamente scomposte, un po’ dettate dalla rabbia, un po’ dall’euforia, un po’ dall’abitudine alla demagogia che si riconferma essere il marchio di fabbrica del prossimo governo italiano (nel Pdl paiono avere persino il merito di aver semplificato il quadro politico…).
Le cose che mi lasciano maggiormente perplesso sono essenzialmente due: in primis di fronte alla “caporetto” della Sinistra Arcobaleno, che non solo non avrà probabilmente nemmeno un senatore, ma potrebbe sparire persino dalla camera, dall’interno del partito si lanciano recriminazioni contro il Partito Democratico (incolpando il “voto utile”) anziché fermarsi ad analizzare le responsabilità di tutta una serie di scelte che non hanno incontrato il favore degli elettori (il mio in primis, per altro).

Ci sono poi i canti di vittoria di un Partito delle Libertà, che ha sì vinto le elezioni, ma che si trova la miccia della Lega accesa tra le mani: in Lombardia il partito “verdano” rischia di sfiorare il 20% di consensi, con un’influenza su base nazionale che varia tra il 5.5 ed il 7%. Un partito razzista e secessionista con una così importante influenza rappresenta un grosso problema, forse più grosso ed immediato anche dell’avere in Berlusconi il nuovo premier…

In ogni caso, gli italiani hanno scelto e ora si assumeranno le responsabilità di questa scelta… si prospettano cinque durissimi anni per il sottoscritto, che comincia a preparare la valigia da nascondere sotto al letto…

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Apr14

PhotoBlog #25

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Apr6

Queste benedette schede

Director La questione delle schede elettorali è il “tema rovente” di questi ultimi giorni. Con o senza il simbolo della DC di Pizza, pare che il grande problema siano i simboli vicini, con particolare riferimento a quello di Italia dei Valori e Partito Democratico, e Popolo delle Libertà e Movimento per le Autonomie che, facendo parte della stessa coalizione, si trovano a “condividere” uno dei lati del quadrato che ne racchiude il simbolo: le critiche sono mosse a partire dalla constatazione che questo potrebbe indurre alcuni elettori a segnare la croce su entrambi i simboli anziché sul solo quadrato del partito prescelto.

Di chi sia la responsabilità del disegno della scheda poco importa (la destra accusa, la sinistra replica che è colpa di un decreto legge del governo Berlusconi, il centro va a mangiare la pizza ed i teodem chiedono l’intervento dal papa), ma effettivamente ci voleva tanto a disegnare sta benedetta scheda in un modo anche solo leggermente più intelligente?

Certo il problema non è legato al comprendere il concetto di “simbolo”: grazie anche agli spot elettorali (che si sprecano negli ultimi tempi e che sono per di più disponibili online sul sito del Ministero dell’Interno) sappiamo bene che per votare bisogna mettere la croce sul simbolo del partito prescelto, quindi non sul quadrato della coalizione (sono scelte mutuamente esclusive).
Il problema è semmai dovuto alle “sbavature”: se non viene lasciato un minimo di “margine di tolleranza” può succedere che vengano annullate delle schede a seguito di croci che “sconfinano” leggermente (anche se poi il presidente di seggio dovrebbe convalidare lo stesso i voti “palesi”).
Insomma, seppure sia vero che la scheda elettorale non è un campo da arare, quindi l’elettore potrebbe anche prestare un po’ di attenzione a come traccia i simboli, rendere più semplice il voto non sarebbe stata una cattiva idea.

Purtroppo le direttive del decreto legge che definisce come debbano essere disegnate le schede non lascia molto spazio di manovra

Facendo però un passo in là, mi chiedo: quanti elettori sono così stupidi da non aver ancora compreso il concetto di “simbolo”? Sulle modalità di voto infatti si sprecano da settimane gli spot televisivi e dovrebbe essere già chiaro a tutti che la scheda elettorale non è un campo da arare per cui si dovrà prestare attenzione a sbavature

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Apr2

Verso il rinvio delle elezioni?

c'è aria di nuovo Campagna elettorale povera di sorprese e contenuti? Ci pensa la pubblica amministrazione (che in queste cose è sempre una garanzia) a movimentare il tutto riammettendo in corsa, a 15 giorni dalle urne, il partito della “DC” di Giuseppe Pizza, che non era stato ammesso per un problema di simbolo (pare troppo simile a quello dell’UDC di Casini).

Con le procedure pre-elettorali ormai al termine (liste finite, sorteggi effettuati, addirittura gli italiani all’estero che hanno già ricevuto e in alcuni casi compilato le schede elettorali), questa novità è davvero una mina, che rischia di creare non pochi problemi. Primo tra tutti, il rischio di far slittare le elezioni di 15 giorni (almeno) per rispetto alla legge, che parla di 30 giorni di campagna elettorale, non di 15.

La cosa più buffa è che con un Partito Democratico in lento, ma costante, recupero lo slittamento delle elezioni, sebbene dovuto alla riammissione di un partito che ha un “accordo tecnico al Senato con il Pdl”, potrebbe rivelarsi oltremodo dannoso proprio per la destra stessa

Sarebbe stato bello pensare ad un “pesce d’aprile”, ma oggi ne abbiamo già due. Questa è l’Italia…

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Mar17

Voglio dirlo e lo dico ora

SENATO della REPUBBLICA d´ITALIA Lo dico ora, chiaro e tondo, fin da ora, in modo che quando capiterà potrò dire “l’avevo detto”.

Ho paura dell’inciucio, del governo Veltrusconi, ma soprattutto ho paura che sia voluto da ambo le parti: da Veltroni perché si tratterebbe di una vittoria importante (partire da -10 punti e pareggiare le elezioni non è da tutti) e da Berlusconi perché ha capito che la demagogia delle promesse non porterà l’Italia a superare i prossimi cinque durissimi anni e non intende doversi mettere nelle stesse condizioni in cui si è trovato Prodi negli ultimi due anni. Così ha già cominciato a mettere le mani avanti: da un lato denunciando brogli (non si sa mai), dall’altro dichiarando che ci pioveranno addosso le conseguenze della recessione americana e quindi “si farà quel che si può”.

Sotto quest’ottica, a Berlusconi serve assolutamente la maggioranza netta ad una delle due camere, ma una maggioranza infima all’altra, in modo da poter imporre da vincente la “grande coalizione” (sbandierando peraltro il suo senso di responsabilità che era invece secondo lui mancato a Prodi) e far fare poi a Veltroni ed al Partito Democratico la parte di quelli che aumentano le tasse (necessarie a far andare avanti il paese) mentre lui si “sforzerà” di portare avanti il suo programma-colabrodo.

Naturalmente nel caso in cui le cose andassero male potrà sempre girare la frittata come ha fatto recentemente con Casini, dichiarando che è colpa della Sinistra se non è riuscito ad attuare completamente il suo mastodontico programma.

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Mar13

Berlusconi rilancia i brogli

[ Fonte: Corriere della Sera ]
Il Cavaliere è anche tornato a denunciare i presunti brogli alle precedenti elezioni: «Mobilitatevi tutti per evitare che non ci vengano sottratti i voti come nel 2006, quando ce ne sottrassero un milione. Dobbiamo evitare che il voto venga manomesso». Anche alla luce del caso Ciarrapico, il leader del Pdl lancia un altro avvertimento: «Con i giornali dovete stare attenti, è un vostro diritto controllare le risposte alle interviste»

Mi sembrava strano che non l’avesse ancora detto… cominciavo a preoccuparmi…

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