• Dell’impatto ambientale della posta ordinaria

    by  • 23/11/2009 • General • 3 Comments

    Il pacco della Christmas Box HD Sky

    Il pacco della Christmas Box HD Sky

    Questa mattina (prendendo mezz’ora di permesso dal lavoro per arrivare a Cinisello Balsamo in un momento in cui il servizio ritiri del corriere espresso fosse ancora aperto), sono andato a ritirare un pacco inviatomi da Sky, il “Christmas Box HD”.

    Sono rimasto sinceramente allibito: un pacco di notevole dimensione (21,5×14,5×13,5cm, in foto) contenente… nulla. Un pezzo di plastica cilindrica, un biglietto da visita, fine. Scopo, naturalmente, puramente promozionale: posso “regalare” ad un mio amico un mese di prova gratuita Sky (e mi verranno restituiti fino a 49 euro se questi poi conferma l’abbonamento, anche tacitamente).

    Per farmi arrivare questo pezzo di carta (che riporta il numero di telefono di Sky e un codice cliente, niente di più) sono stati mossi innumerevoli mezzi di trasporto:

    • il corriere è andato a ritirare i pacchi in Sky (probabilmente più di uno, visto che non credo abbiano mandato via un numero così esiguo di pacchi promozionali) e li ha portati in sede
    • innumerevoli mezzi sono stati coinvolti negli spostamenti di questi pacchi (dal tracking risultano almeno 5 tentativi di consegna al mio domicilio, ad esempio), in giro per tutta l’Italia verosimilmente
    • io (oltre ad uscire mezz’ora prima dall’ufficio) sono andato in moto avanti e indietro per 30 chilometri per arrivare alla sede del corriere espresso.

    Non sarebbe stato più semplice, ecologico, intelligente, inviare un’email?
    E il problema, ovviamente, non si pone solo per Sky, visto che HP qualche tempo fa mi ha mandato un pacco da un metro cubo per spedirmi un “power backplane” (un alimentatore, sarà 10x10x20cm ad esagerare) sostitutivo per un server…

    Quanto ci costa in termini ambientali (oltre che economici) spostare tutta quest’aria? Questo compensato da imballaggio?

    Perché non introdurre una tassa “volumetrica” sulle spedizioni? Porterebbe ad una ragionevole entrata per lo Stato (che non fa mai male) e disincentiverebbe pesantemente l’invio (inutile) di pacchi inutili o eccessivamente grandi rispetto al loro contenuto…

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    3 Responses to Dell’impatto ambientale della posta ordinaria

    1. 01/01/1970 at 01:00
    2. 23/11/2009 at 16:47

      Mi spiace informarti che esiste già la tassa volumentrica per la spedizione dei pacchi e te lo dice uno che ha lavorato in DHL :D unico neo le aziende hanno abbonamenti che gli permettono di pagare un prezzo fisso o di poco variabile per la spedizione di pacchi. Ora il problema è questo inviare un pacco piccolo comporta due piccoli problemi un pacco piccolo è facilmente smarribile e loro NON VOGLIONO SI PERDA, secondo il corriere fornisce pacchi di volumi diversi e li pagano allo stesso prezzo quindi perchè pagare mettiamo 1 uero per un pacco grosso quanto un trasformatore quando puoi prendere quello grosso in cui sicuramente in caso di bisogno puoi farci entrare anche cose più grosse :D svelato il mistero :)

    3. 24/11/2009 at 01:18

      Se come sostiene Alberto, la tassa esiste già, ma non produce effetti auspicabili, si potrebbe trattare di metter mano alle sue modalità applicative.

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