• Fabrizio De André – Canzone di maggio

    by  • 23/01/2009 • General • 2 Comments

    Foto di Auro, via Flickr

    Foto di Auro, via Flickr

    Anche se il nostro maggio
    ha fatto a meno del vostro coraggio
    se la paura di guardare
    vi ha fatto chinare il mento
    se il fuoco ha risparmiato
    le vostre Millecento
    anche se voi vi credete assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    E se vi siete detti
    non sta succedendo niente,
    le fabbriche riapriranno,
    arresteranno qualche studente
    convinti che fosse un gioco
    a cui avremmo giocato poco
    provate pure a credevi assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    Anche se avete chiuso
    le vostre porte sul nostro muso
    la notte che le pantere
    ci mordevano il sedere
    lasciamoci in buonafede
    massacrare sui marciapiedi
    anche se ora ve ne fregate,
    voi quella notte voi c’eravate.

    E se nei vostri quartieri
    tutto è rimasto come ieri,
    senza le barricate
    senza feriti, senza granate,
    se avete preso per buone
    le “verità” della televisione
    anche se allora vi siete assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    E se credente ora
    che tutto sia come prima
    perché avete votato ancora
    la sicurezza, la disciplina,
    convinti di allontanare
    la paura di cambiare
    verremo ancora alle vostre porte
    e grideremo ancora più forte
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti,
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.

    About

    I'm a curious person, that's says almost everything about me: I usually hack with computers (which I got to be my job, actually), but I'm interested in a vast variety of things, from motorbikes to scuba-diving, from politics to space discovery.

    2 Responses to Fabrizio De André – Canzone di maggio

    1. Osoloco
      24/01/2009 at 05:24

      Ricordi, no non del ’68 troppo piccolo allora, ma De Andre’ di ricordi me ne scatena tanti.

      Le poesie di certi testi, le musiche che la PFM porto ai suoi concerti, i testi da Lui tradotti e cantati (attenti al gorilla una tra tante) ma vedo che citi il De Andre’ più politico e allora l’album “Ti consiglio Storie di un impiegato” nel caso posso prestartelo, sperando che ascoltare canzoni come “il bombarolo” non sia già reato…

    2. 25/01/2009 at 11:47

      Celebrazioni di De Andrè. Ottimo, le merita, ce le meritiamo.
      Pratcamente tutte splendide canzoni, a partire dai testi.
      Ho visto il ’68 da bambino, il tragico ’77 da post-universitario: due meditazioni:
      1) la canzone più trasgressiva di De Andrè, quella che a tutt’oggi nessuno ha il coraggio di passare in radio parte con ‘Carlo Martello ritorna dalla guerra …’
      Dico la più trasgressiva perché ancora oggi il sesso fa paura (o forse perché ricorderebbe – guerra e trionfi a parte – mr B?)
      2) De Andrè (per fortuna ricco di famiglia – ecco che qualchevolta i soldi sono in mano alle persone giuste – è stato sempre coerente, fino alla fine. Purtroppo di moltissimi sessantottini non si può dire certo lo stesso: quindi la canzone che citi è bella, Giacomo, ma molto amara e mi ricorda un’altra, ex-post, di un altro grande (Gaber – La mia generazione ha fallito).

      Ciao – Giovanni

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